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Costruire la pace
Per De Gasperi la pace è un presupposto la pace è un presupposto
imprescindibile per garantire la democrazia e la giustizia soci
imprescindibile per garantire la democrazia e la giustizia sociale.ale.
Egli vede la diversità non come un ostacolo ma come una risorsa per una
convivenza armoniosa. La ricerca di un terreno comune è il tratto distintivo della sua azione politica:
innanzitutto nel favorire la transizione pacifica dalla monarchia alla repubblica nel giugno del 1946 e
nella scrittura di una Costituzione, espressione dell’incontro tra diverse culture politiche che si sono
opposte al fascismo. Poi alla guida del governo in particolare negli esecutivi di unità nazionale.
In nome della pace, De Gasperi si assume la responsabilità di scelte cruciali, spesso difficili. La prima è
l’accettazione dei sacrifici territoriali imposti all’Italia dal trattato di pace di Parigi (1947).
Successivamente avvia un’intensa stagione di
riforme, alimentata anche dalle risorse del Piano
Marshall (1948) e aderisce all’Alleanza Atlantica
nel 1949.
“Le alleanze difensive e soprattutto gli
armamenti che ne sono la conseguenza sono
una dura necessità preliminare.”
“Si sta ora trattando di costruire l’unità
dell’Europa e, se la si costruisce, si darà vita
ad una nuova alleanza a cui parteciperanno
tutti i popoli che hanno sofferto delle guerre,
che hanno orrore massimo della guerra, e tutto
l’interesse a mantenere la pace .
Questi popoli si metteranno d’accordo, saranno
unite soprattutto le grandi masse lavoratrici di
una parte e dell’altra e sarà creato un grande
baluardo di tranquillità e sicurezza, tale che la
guerra sarà esclusa per sempre.”
(Dal discorso a Taranto - 1950)
(Domenica del Corriere - gennaio 1947 De Gasperi al Parlamento USA)
“Noi sappiamo che la verità è semplice e la vita è fatta di relazioni umane e quindi avremo sempre
bisogno di comprensione reciproca, di tolleranza e di pazienza.”
(Dalla lettera a un giovane amico - 1902)
“Siamo convinti che nessun popolo vuole la guerra nè in Oriente nè in Occidente; ma se mai ci sono
degli Stati che possono subire la tentazione di ritentare la fortuna delle armi, sono quelli che tali armi
possiedono in grande copia, sono i dittatori che non si sentono imbarazzati né da consigli
europei né da delegazioni parlamentari.”
(Dal discorso alla Camera dei Deputati, 15 - 2 - 1949)